LA PANDEMIA NON FERMA LA SCUOLA D’ARTE

“E’ stato difficile bloccare le attività della scuola a causa dell’emergenza COVID-19. Le lezioni d’arte a partire da sabato 29 febbraio 2020 sono state interrotte  a causa del lockdown imposto per combattere il virus, così come le attività collaterali già organizzate .

Nei periodi più bui con allievi e docenti ci siamo tuttavia tenuti in contatto sui social, scambiandoci non solo i vari DPCM che via, via arrivavano e le autocertificazioni, ma abbiamo visitato musei, con tour virtuali della Pinacoteca di Brera, dei Musei Vaticani, siamo stati al Prado a Madrid, al Britisch Museum di Londra e in tanti altri luoghi simbolo dell’arte, in tutto il mondo. Siamo stati virtualmente nella casa di Monet a Giverny, abbiamo visitato la mostra di Raffaello a Roma, ci siamo scambiati titoli di libri e di film che poi abbiamo letto e commentato insieme, abbiamo partecipato a FlaschMob accendendo torce sul balcone, ci siamo scambiati le liste degli agricoltori che offrivano servizi di consegna a domicilio a Verona e provincia e che non potevano vendere i loro prodotti nei mercati. Abbiamo appreso della morte del nostro caro Libero Cecchini, che non abbiamo potuto accompagnare nel suo ultimo viaggio, ci siamo sostenuti nei momenti critici, quando la paura e l’angoscia prendevano il sopravvento. Credo che non dimenticheremo facilmente tutto questo.

E finalmente il Veneto è diventato zona gialla. Abbiamo ripreso  i corsi d’arte con tanto entusiasmo, apprezzando ancora di più la possibilità di stare insieme nei nostri spazi a dipingere, disegnare, scolpire pur se con distanziamento, mascherine, misurazione della temperatura e gel per sanificare le mani, seguendo tutte le prescrizioni previste dal Piano di prevenzione Covid. Questo non è un  periodo facile per chi vive di arte, non solo per gli artisti che non trovano spazi dove esporre le loro opere, sia in Italia che all’estero, ma anche per quei piccoli negozi dove andavamo ad acquistare colori, creta, tele, molti dei quali purtroppo non hanno potuto riaprire. Con gli allievi del corso di scultura e il loro docente, lo scultore Matteo Cavaioni, siamo riusciti, prima del periodo di isolamento, a restaurare e collocare 15 sculture nel parco di Villa Brenzoni Bassani, che diventerà uno dei luoghi culturalmente interessanti dove le famiglie ambrosiane potranno passeggiare e riprendere ad incontrarsi.

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