Inizio corsi:
sabato 12 ottobre (disegno, pittura, modellato)
sabato 2 novembre (scultura)
Fine corsi: sabato 9 maggio 2020
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Mostra di fine anno scolastico: dal 13 al 17 maggio 2020

SIMPOSIO A ERTO – 7/9 SETTEMBRE 2018

Dopo i due simposi organizzati nella ricorrenza del centenario della Grande Guerra presso il Rifugio alpino “Al Telegrafo”, la Scuola d’Arte ambrosiana ha tenuto a battesimo il Primo simposio di scultura a Erto, in occasione della Festa del cavatore che si è tenuta dal 7 al 9 settembre 2018. Erto è il comune italiano del Friuli-Venezia Giulia conosciuto soprattutto per il terribile disastro del 9 ottobre 1963, quando dal monte Toc si staccò una parte della montagna che finì nel bacino idrico delimitato dalla diga del Vajont, causando migliaia di vittime e interi paesi spazzati via. La scuola d’arte ha avuto il piacere di essere contattata da Roberta Corona, titolare, con il marito, della Cava Buscada, che ha proposto la partecipazione di alcuni scultori al primo Simposio di scultura su pietra.  La Cava Buscada, antico ambiente estrattivo a quasi 1.900 metri di altitudine, si trova nei pressi del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, Patrimonio Naturale UNESCO. Nell’area dove si è tenuto il simposio, un tempo si estraeva il pregiato marmo “Ramello rosso di Erto”. Oggi la cava, attiva fino al 1994, è stata rivalutata, restituita alla fruizione pubblica, trasformata da un punto di vista culturale e turistico, pur conservando la memoria storica. Nella “casa dei cavatori” è stato ricavato un rifugio per accogliere i turisti e amanti della montagna e nella parte bassa della cava è stato creato un museo, un modo per valorizzare e sostenere lo sviluppo del territorio. Con un gruppo di scultori e allievi della scuola, fra cui Matteo Cavaioni,  Andrea Cavaioni, Mauro Corbioli e Mirko Pavoni, la scuola ha lasciato ancora una volta una traccia in alta quota. Un importante momento di confronto con una realtà e un paese che un tempo, come Sant’Ambrogio, viveva grazie al duro lavoro dei cavatori.  E’ stata proposta una scultura a più mani dal titolo “Roccia Viva” dove le varie tecniche di lavorazione del marmo sono visibili in un’unica opera”.